Il glaucoma è una neuropatia ottica progressiva, caratterizzata dalla degenerazione delle cellule ganglionari retiniche e delle loro fibre nervose, con conseguente escavazione della papilla ottica e progressiva riduzione del campo visivo, inizialmente periferico.
È una delle principali cause di cecità irreversibile nel mondo, ma nella maggior parte dei casi la sua progressione può essere arrestata o rallentata efficacemente se diagnosticata in tempo.
Possiamo paragonare la pressione oculare a quella dell'aria negli pneumatici: Nel copertone l'aria riempie la ruota e sostiene il peso del veicolo. Un suo eccesso rischia di far scoppiare la camera d'aria, una carenza danneggia i fianchi del copertone.
Allo stesso modo l'umore acqueo è prodotto dai corpi ciliari per dare tono e consistenza al bulbo oculare. Se è in eccesso danneggia il nervo ottico, in difetto si possono sviluppare gravi emorragie intraoculari.
Nel glaucoma il principale fattore sul quale possiamo intervenire è la pressione intraoculare (IOP).
Non tutti i pazienti con pressione elevata sviluppano glaucoma, e non tutti i glaucomi presentano pressione elevata: esistono infatti forme a pressione normale, dove giocano un ruolo altri fattori come la vascolarizzazione della papilla ottica. Ogni occhio ha una sua specifica pressione "ideale" di equilibrio.
Per questo la visita, insieme ai fondamentali esami strumentali, devono stabilire il giusto obiettivo pressorio per ciascun occhio.
Non esiste una pressione "giusta per tutti gli occhi", esiste una pressione giusta per ciascuno specifico occhio.
In base alla conformazione dell'angolo irido-corneale, struttura deputata allo "scarico" della pressione oculare, si distinguono due grandi categorie: glaucoma ad angolo aperto e glaucoma ad angolo stretto (o chiuso).
Il glaucoma cronico ad angolo aperto è la forma più frequente, rappresentando la maggioranza dei casi di glaucoma nella popolazione occidentale. L'angolo irido-corneale è anatomicamente aperto e visibile alla gonioscopia, ma il trabecolato presenta un'aumentata resistenza al deflusso dell'umore acqueo, con conseguente innalzamento cronico della pressione intraoculare.
Si tratta di una patologia subdola: l'esordio è asintomatico e il decorso lentamente progressivo, spesso nell'arco di anni o decenni. Il danno alle fibre nervose inizia tipicamente in periferia, risparmiando a lungo la visione centrale: per questo motivo il paziente non si accorge della perdita di campo visivo fino a stadi avanzati, quando il danno è ormai irreversibile.
Il glaucoma ad angolo stretto è meno comune, ed è caratterizzato da un angolo irido-corneale anatomicamente poco profondo od occludibile
Quando l'angolo si chiude il deflusso dell'umore acqueo viene bruscamente ostacolato, con rapido innalzamento della pressione intraoculare determinando un "Glaucoma acuto".
I sintomi dell'attacco acuto includono dolore oculare intenso, spesso irradiato a fronte e regione periorbitaria, arrossamento oculare marcato, annebbiamento visivo improvviso, percezione di aloni colorati attorno alle luci, nausea e vomito.
Richiede trattamento immediato per prevenire un danno visivo permanente in poche ore.
I Principali fattori di rischio sono:
Età superiore ai 40 anni
Familiarità per glaucoma
Pressione intraoculare elevata
Miopia elevata
Spessore corneale centrale ridotto
Origine etnica (maggiore prevalenza e severità nella popolazione di origine africana)
Patologie vascolari sistemiche (diabete, ipotensione notturna)
Nella forma cronica, sia ad angolo aperto che ad angolo stretto, i sintomi sono tipicamente assenti fino a stadi avanzati:
Nessun dolore, nessun arrossamento
La riduzione progressiva del campo visivo periferico è mascherata dalle grandi capacità plastiche cerebrali e non è quasi mai percepita dal paziente
Nei casi avanzati, restringimento del campo visivo fino alla "visione tubulare"
L'acuità visiva centrale (la capacità di leggere, ad esempio) resta a lungo conservata, ingannando il paziente sulla reale gravità della situazione
Proprio per questa natura silente, il glaucoma viene spesso definito il "ladro silenzioso della vista".
La diagnosi si basa su un insieme di esami complementari:
Tonometria: misurazione della pressione intraoculare
Gonioscopia: esame dell'angolo irido-corneale, indispensabile per distinguere le forme ad angolo aperto da quelle ad angolo stretto
Esame del fondo oculare e valutazione della papilla ottica: analisi morfologica dell'escavazione papillare
OCT del nervo ottico e delle fibre nervose retiniche (RNFL): quantifica lo spessore delle fibre nervose, permettendo di identificare un danno anche prima che si manifesti clinicamente al campo visivo
Campo visivo computerizzato (perimetria): documenta l'estensione e la progressione del danno funzionale
Pachimetria corneale: la misura dello spessore corneale centrale è necessaria per una corretta interpretazione del valore tonometrico
Il follow-up periodico con questi esami è essenziale sia per la diagnosi sia per monitorare nel tempo la stabilità o la progressione della patologia.
L'obiettivo terapeutico, in tutte le forme di glaucoma, è la riduzione della pressione intraoculare a un livello target individualizzato, in grado di rallentare o arrestare la progressione del danno.
Terapia medica: colliri ipotonizzanti (analoghi delle prostaglandine, beta-bloccanti, inibitori dell'anidrasi carbonica, agonisti alfa-adrenergici), spesso in associazione, rappresentano generalmente il trattamento di prima linea nel glaucoma cronico ad angolo aperto
Trattamento laser: la trabeculoplastica selettiva o micropulsata (SLT o MLT) agisce migliorando il deflusso trabecolare nel glaucoma ad angolo aperto; l'iridotomia periferica con YAG-laser è invece il trattamento specifico per il glaucoma ad angolo stretto, creando un passaggio alternativo per l'umore acqueo e prevenendo l'attacco acuto
Chirurgia: nei casi non controllati con terapia medica o laser, si ricorre a procedure filtranti (trabeculectomia) o a dispositivi drenanti, fino alle tecniche più recenti di chirurgia mini-invasiva del glaucoma (MIGS)
La scelta del trattamento dipende dal tipo di glaucoma, dallo stadio di malattia, dalla risposta alle terapie precedenti e dalle caratteristiche individuali del paziente.
Dolore oculare intenso associato ad arrossamento e annebbiamento visivo improvviso (sospetto attacco acuto di glaucoma ad angolo chiuso)
Percezione di aloni colorati attorno alle luci, associata a malessere generale, nausea o vomito
Familiarità per glaucoma, specialmente in presenza di fattori di rischio anatomici (ipermetropia, camera anteriore stretta)
Al di fuori dell'emergenza, data la natura asintomatica della forma cronica, è fondamentale sottoporsi a controlli oculistici periodici a partire dai 40 anni, con cadenza più ravvicinata in presenza di familiarità o altri fattori di rischio, anche in assenza di sintomi.
Questa pagina ha scopo informativo e non sostituisce una valutazione medica specialistica. Per qualsiasi sintomo descritto, prenota una visita oculistica.
Patologia dalla patogenesi complessa, nella quale il cronico sfregamento dell'iride sul cristallino è imputato per la dispersione del pigmento irideo che va ad occludere la "via di scarico" dell'umore acqueo.
La terapia è medica ma anche chirurgica e parachirurgica.
Per lo più secondario ad occlusioni vascolari della retina ed alla retinopatia diabetica severa
Terapia medica, chirurgica e parachirurgica (laser)
Patologia subdola, che può insorgere in un intervallo di tempo molto variabile da un intervento di chirurgia oculare.
Frequentemente associato alla chirurgia del distacco di retina ed all'utilizzo intraoperatorio degli oli di silicone
Diagnosi, follow-up e terapia medica, chirurgica mini-invasiva e laser
Diagnosi, follow-up e terapia medica, chirurgica e laser
Diagnosi, follow-up e terapia medica, chirurgica e laser
Misurazione del tono -pressione- oculare con strumentazione:
A soffio
Ad applanazione o tonometria di Goldman
Esame del campo visivo
OCT - Tomografia Ottica a luce Coerente, del nervo ottico e della retina