La calaziosi è un fenomeno infiammatorio sterile (non infetto) che colpisce le ghiandole del Meibomio.
Queste ghiandole secernono parte della componente lipidica -grassa- delle lacrime, che ha la funzione di stabilizzare il film lacrimale prevenendone l'evaporazione precoce.
Quando, a causa di un cambiamento della viscosità del grasso in esse contenute, il condotto della ghiandola si ostruisce la ghiandola si ingrandisce fino a causare una forte infiammazione della palpebra.
Se l'ostruzione non si risolve la reazione infiammatoria cronicizzata tende ad isolare la ghiandola formando una cisti o granuloma.
I sintomi di un calazio includono:
sensazione di fastidio puntorio - come un pizzicotto
gonfiore e rossore localizzati
sensazione di corpo estraneo
lacrimazione
Un calazio particolarmente voluminoso può limitare il campo visivo o può premere sulla cornea causando un astigmatismo ed una riduzione della vista.
Tra le cause di frequenti calaziosi vi sono: Blefarite cronica, Rosacea oculare, Disfunzione delle ghiandole del Meibomio, Dermatite seborroica.
Cause occasionali includono eccessi alimentari, bruschi cambi di temperatura, squilibri ormonali e del microbiota.
Spesso il calazio può essere confuso con un orzaiolo perché entrambe le condizioni si presentano con gonfiore e nodulo della palpebra.
L’Orzaiolo è però un’infezione acuta di una ghiandola palpebrale: compare rapidamente, ed è generalmente doloroso e la palpebra appare arrossata e infiammata, talvolta con una piccola raccolta di pus.
La confusione nasce soprattutto nelle prime fasi, quando entrambe le condizioni possono apparire come un piccolo rigonfiamento della palpebra.
L'orzaiolo può evolvere in calazio quando l’infezione si risolve ma rimane l’ostruzione della ghiandola.
La maggior parte dei calazi si risolve dopo pochi giorni con una adeguata terapia topica e con l'applicazione di impacchi caldo-umidi.
Una percentuale minore necessita di un trattamento prolungato e talvolta anche sistemico.
Circa il 5-10% dei casi cronicizza e necessita di un trattamento chirurgico.
Le tecniche chirurgiche per l'incisione o l'asportazione dei calazi sono ben standardizzate e codificate.
E' possibile eseguire l'operazione per via interna, con incisione sul versante congiuntivale della palpebra, o per via esterna, attraverso una piccola incisione cutanea.
E' necessario valutare attentamente ciascun caso per selezionare il giusto approccio.
Le incisioni, sia ab-interno che ab-esterno, sono risolutive e se ben eseguite non causano cicatrici esteticamente rilevanti. Nella stragrande maggioranza dei casi queste ultime risultano quasi impercettibili.
Di fianco un esempio con il calazio premarcato per la chirurgia ab esterno e la ferita a distanza di una settimana dall'intervento, subito dopo la rimozione delle suture.
Pre intervento
30 giorni dopo l'intervento chirurgico
Pre intervento
10 giorni dopo con la sutura quasi impercettibile ma ancora in situ.